Rino
Gaetano Band
“Tributo a Rino Gaetano”
Gambettola
26 maggio 2007
Fabbrica,
The
following is material on Rino Gaetano
Rino
Gaetano,
una
mente creativa interrotta
Il 2 giugno del 1981 l’Italia perse una delle sue menti
artistiche più creative e geniali. Rino Gaetano morì all'età di trenta anni in
un incidente automobilistico, mentre stava rientrando a casa nel centro di
Roma. Ci lasciò 5 album e circa 70 canzoni che continuano ad essere riscoperte
dalle giovani generazioni. Nel febbraio del 2007 una sua canzone inedita ha
partecipato al Festival di Sanremo, mentre nel marzo del 2007 è uscito il primo
DVD (edito da SONY BMG) che raccoglie alcune fra le migliori performance
televisive, col titolo “Rino Gaetano, figlio unico”. Scrisse anche un paio di
opere teatrali, mai rappresentate, e partecipò come attore in rappresentazioni
teatrali di elevato livello (per esempio nel “Pinocchio” di Carmelo Bene).

Di umili origini, Rino nasce nel 1950 in Italia
meridionale, a Crotone, in Calabria. A quel tempo, la povertà era il simbolo
distintivo del suo ambiente sociale d’origine. In un periodo di massiccia
emigrazione dall’Italia meridionale a quella settentrionale, la sua famiglia fu
costretta a trasferirsi a Roma in cerca di un lavoro. Rino e sua sorella Anna
si ritrovarono a vivere in un semi-interrato, mentre i loro genitori lavorarono
come portinai nella stessa costruzione nel centro di Roma, non lontano dalla
televisione nazionale ed dal cuore artistico del paese. Da adolescente, Rino
passò alcuni anni in seminario. Lì vi trovò anche il supporto economico che i
suoi genitori non potevano permettersi. Fu proprio durante gli anni del
seminario che furono scritte le prime canzoni, tutt’oggi conservate in forma
originale, scritte in stampatello su semplici fogli di quaderno.

Le dure condizioni nelle quali crebbe lo influenzarono
profondamente anche come artista, imprimendo nella sua mente quella visione
contrastata del mondo che lo rese noto ed unico. Le condizioni dure non
scomparvero durante i primi anni da artista. Troppo diverso da ogni altro
cantante italiano, dovette aspettare diversi anni prima di affermarsi. Si mise
in disparte anche rispetto ai più noti cantautori della sinistra, che erano già
emersi alla fine degli anni ‘60 in una società italiana in pieno cambiamento e
che sono tutt’oggi sulla scena. Le sue canzoni, sebbene fossero allegre e
divertenti, erano ricolme di un’aspra ironia verso l’intero panorama sociale e
politico di quegli anni. La corruzione politica ed amministrativa, insieme con
le facili giustificazioni dello status quo garantite dalla classe dirigente del
paese, vennero alla ribalta nelle sue canzoni in modo inusitato per il panorama
artistico italiano. E’ possibile trovate facilmente le sue immagini su internet
(per esempio su a www.youtube.com ,
digitando semplicemente il suo nome) mentre si prende gioco dell’intoccabile
establishment politico e artistico di quegli anni, che tutt’oggi domina il
panorama italiano. Le sue canzoni sono
anche testimoni del contrasto di quegli anni nei confronti di inviolabili tabù
sessuali e contengono affermazioni inaudite per la cultura italiana
tradizionale.

Sebbene avesse già pubblicato alcuni dei suoi capolavori
più famosi, come Berta Filava, Ma il cielo è sempre più blu, e Aida, il
successo venne tardi, quando fu indotto dalla sua casa discografica (RCA, ora
Sony BMG) a partecipare all'edizione del 1978 del Festival di Sanremo. Gianna
arrivò terza, ma rimase in testa alle classifiche delle vendite per diverse
settimane. Ricolma di affermazioni apparentemente prive di senso, Gianna
descrive il comportamento irragionevole di una ragazza la cui voracità sessuale
rappresenta allo stesso tempo un inno al mutamento delle abitudini sessuali, ed
una parodia della vulgata di sinistra sulla libertà sessuale. Le ultime
canzoni, come l'ultimo capolavoro del 1980, E io ci sto, testimoniano la sua
convergenza verso il radicalismo politico, in aperta opposizione sia nel
confronti dell'espansionismo americano, sia nei confronti del conservatorismo
italiano di quegli anni.

All'inizio di 1981 subì una crisi profonda a causa di
varie vicissitudini personali e professionali. Non superò quel periodo
difficile che lo avrebbe portato a diventare un artista e un intellettuale
maturo. Il suo obiettivo non era mai stato diventare una star, e il successo lo
aveva deluso mentre subiva forti pressioni perché stesse al gioco dello
star-system. Si pensa che la stanchezza estrema abbia contribuito all'incidente in cui
perse la vita due settimane prima di sposare la sua fidanzata Amelia.

Per i molti fan che lo ricordano con profonda affezione
tutt’oggi, Rino Gaetano costituisce un simbolo; il simbolo dell’uomo liberato
dalla povertà; dalla soggezione; e dal pregiudizio.
Rino Gaetano,
An interrupted
creative mind
On

Of
humble origin, Rino was born in 1950 in southern

The
hard conditions in which he grew up influenced him deeply as an artist,
impressing in his mind the contrasted view of the world that lately would have
given him fame. The hard conditions did not disappear during the initial
artistic years, when Rino was in his twenties. Too different from any other
Italian singer, he found it difficult to make his way through. He stood apart
also from the already well-known singers on the left that emerged late in the
sixties in the changing
Italian
society, and that are still on the scene nowadays. His songs were replete with
harsh irony toward the social and political landscape of those years, but still
extremely playful and enjoyable. Political and administrative corruption,
together with the easy justification of the status quo guaranteed by the
interested establishment, came to the forefront in an unprecedented way for the
Italian artistic landscape. He can be found in repertories (for example, look
him up at www.youtube.com, browsing for
his name) making fun of the Italian untouchable artistic and political
establishment, which is still nowadays under the spot. He also opposed the then
inviolable sexual taboos, writing songs that were hiding unheard-of statements
for the Italian traditional culture.

Though
he had already published some of his best-known masterpieces, such as Berta Filava, Ma il cielo e’ sempre piu’
blu, and Aida, success came late,
when he was strongly advised by his publishing house (RCA, now Sony BMG) to
participate to the 1978 edition of the Sanremo festival. Gianna got the third position and stood up at the first place of
the Italian ranking for many weeks. Replete with apparently nonsensical
statements, Gianna’s mindless
behaviour and sexual voracity represent at the same time an hymn of praise for
the changing sexual habits, and a parody of the leftist vulgate on sexual
freedom. The latest songs, like the 1980 last masterpiece E io ci sto, witness his convergence toward political radicalism,
in overt opposition to both American expansionism and the Italian political
conservatism of those years.

At
the beginning of 1981 he underwent a deep crisis due various personal and
professional difficulties. He did not overcome this difficult period that would
have led him to become a mature artist and intellectual. He never intended to
become a star and success had played him out while he was undergoing strong
pressure to abide by the rules of the star-system. Extreme tiredness is
thought to have contributed to the accident in which he lost his life two weeks
before marrying his girlfriend Amelia.

To
his many affectionate fans, Rino Gaetano represents still nowadays a symbol of
the free man: free from poverty; free from subjection; free from
prejudice.